
L’impegno dei giovani EoF per ricostruire un’economia radicata nella pace
Una nuova economia, ispirata a Francesco d’Assisi, può e deve oggi essere un’economia amica della Terra e un’economia di pace. Essere economisti e imprenditori “di Francesco” significa, necessariamente, essere donne e uomini di pace: non darsi pace, per la pace.
Per questo, noi giovani del mondo, chiamati a dare un’anima all’economia, diciamo: Basta!
Fermate la guerra, deponete le armi, riprendete la via del dialogo. Chiediamo inoltre l’impegno di tutti perché si avvicini il tempo profetizzato da Isaia: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2, 4).
Noi giovani non tolleriamo più che risorse vengano sottratte alla scuola, alla sanità e al nostro presente e futuro per costruire armi e alimentare guerre finalizzate al loro commercio. Desideriamo poter raccontare ai nostri figli che il mondo in guerra è finalmente finito.
Per questa ragione, condividiamo le parole di Papa Francesco: “Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male” (Fratelli Tutti, 261).
DICHIARAZIONI E INIZIATIVE
Maggio 2026
La fraternità come cammino verso un’economia di pace e giustizia
Dichiarazione per la Pace di The Economy of Francesco
Come comunità globale di giovani economisti, imprenditori e promotori del cambiamento all’interno di The Economy of Francesco, alziamo la nostra voce e sentiamo un profondo senso di urgenza e responsabilità. Non ci limitiamo ad assistere alla sofferenza del nostro tempo; siamo profondamente toccati dalle ferite della guerra, dalla violenza sistemica e dalle divisioni che lacerano la nostra comune umanità.
La realtà che affrontiamo
Riconosciamo che la guerra non distrugge soltanto vite, case ed ecosistemi; essa spezza le fondamenta stesse della giustizia e del bene comune. Crediamo che questo momento storico richieda un cambiamento radicale, un impegno ispirato al Vangelo, alla visione e allo stile di vita di San Francesco d’Assisi: riconoscere l’“altro” come fratello o sorella, specialmente quando esiste un conflitto.
Questo non è soltanto un appello per la pace nel presente, ma una rivendicazione collettiva del diritto a un futuro dignitoso e sicuro. Futuro che appartiene alle nuove generazioni, ai giovani e soprattutto ai bambini del mondo, e che non possiamo accettare venga loro negato.
Oltre ai conflitti visibili, riconosciamo anche forme di violenza più sottili ma pervasive: l’individualismo e l’indifferenza. Rifiutiamo questa logica. Questi atteggiamenti erodono il tessuto sociale, indebolendo solidarietà e responsabilità e approfondendo, in ultima analisi, la frammentazione invece di favorire una fraternità autentica. In un’epoca segnata dalla crescente indifferenza e polarizzazione, noi diciamo no a questa logica.
La nostra risposta all’ingiustizia: la fraternità
La nostra convinzione è ferma: non può esistere un’economia giusta in un mondo in guerra. La violenza rappresenta il fallimento ultimo della fraternità umana. Per questo, ci uniamo con convinzione alla voce coraggiosa e profetica di Papa Leone XIV, sostenendo il suo instancabile appello alla pace, espresso anche nel messaggio Urbi et Orbi (2026), in cui richiama quanti detengono il potere a ricordare che:
“Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!”
Riaffermiamo che la pace deve essere costruita attivamente attraverso la giustizia e la cura reciproca.
Come dichiarato nel nostro Patto per l’Economia, firmato davanti Papa Francesco ad Assisi nel 2022, ci impegniamo a costruire:
“un’economia di pace e non di guerra, un’economia che contrasta la proliferazione delle armi, specie le più distruttive, un’economia che si prende cura del creato e non lo depreda.”
Questo impegno non nasce oggi: è parte integrante del nostro cammino fin dall’inizio. Come comunità, abbiamo già promosso numerose iniziative condivise, oltre dodici negli ultimi anni, compiendo passi concreti per costruire dialogo, riconciliazione e pace.
Tra queste: la metodologia ‘What a Dilemma‘ (sviluppata da un gruppo interculturale di membri EoF nel 2021), ‘Money for Peace’ (2023), ‘Ask for Peace from Every Continent‘ (2024), ‘Reading Marathon: Ask for Peace‘ (2024), ‘Steps for Peace’ (2024), che ha raggiunto un totale di 14.237.758 passi donati da membri di tutto il mondo, e l’EoF Fraternity Index (2025). Questi progetti ed esperienze interculturali riflettono il nostro impegno personale e collettivo nel trasformare l’ascolto attivo e il dialogo in azioni concrete, incarnando cura e fraternità.
Con la Cura, la Fraternità e il Bene Comune come valori guida, ci impegniamo a:
– Riparare ciò che è stato spezzato: sanare le ferite lasciate dalla guerra nelle istituzioni, nelle comunità e nelle relazioni economiche, promuovendo fiducia, giustizia e cooperazione.
– Disarmare la logica dell’avidità: muoverci verso un’economia che rifiuti la militarizzazione e metta al centro la dignità del lavoro.
– Coltivare la giustizia sociale: garantire che una pace duratura nasca dall’equità, dal dialogo sincero e dalla tutela della nostra Casa Comune.
Un invito ad agire per la riconciliazione
Un’economia di pace non è un’utopia; è un processo vivo che stiamo già costruendo attraverso la ricerca, l’imprenditoria etica e un’educazione “con un’anima”. Scegliamo di essere artigiani della riconciliazione, trasformando ogni decisione economica in un passo verso l’unità.
Vuoi unirti a noi nella costruzione di questa Economia di Pace?
Ti invitiamo a partecipare a questo sforzo collettivo nel nostro prossimo incontro, durante il quale cercheremo soluzioni concrete per un mondo che desidera giustizia e fraternità universale.
Data e ora: 26 maggio, dalle 16:00 alle 17:30 CEST
Iniziativa: The Economy of Francesco Peace Encounter
Registrazione: https://us02web.zoom.us/meeting/register/7f9r_CZXQV2-in-4hrrdQA#/registration
Radicato nella preghiera, questo incontro unisce la formazione alla forza autentica delle testimonianze di vita. È uno spazio in cui ci impegniamo a vivere un dialogo sinodale autentico, condividendo idee capaci di generare un appello concreto all’azione.
Oggi riaffermiamo il nostro impegno: trasformare un’economia che uccide in un’economia che dà vita. Poniamo la fraternità come ponte verso la giustizia universale, al fine di per costruire, per oggi e per il futuro, un’Economia di Pace.
Agosto 2025
Contro l’economia dello sterminio. Per la giustizia in Palestina
Dichiarazione per la Pace di The Economy of Francesco
Contro l’economia dello sterminio. Per la giustizia in Palestina
Noi, giovani membri della comunità globale di The Economy of Francesco, ci uniamo per denunciare con forza ciò che sta accadendo in Palestina: una tragedia umana e collettiva che si consuma giorno dopo giorno, alimentata da un sistema economico che trasforma la sofferenza in profitto, la distruzione in occasione di crescita finanziaria, l’ingiustizia in normalità. Non possiamo restare in silenzio di fronte a un’economia che:
- usa Gaza come campo di prova per armi e tecnologie militari, che poi vengono vendute nel mondo come “battle-tested”;
- investe nella demolizione di case, scuole, ospedali, distruggendo le fondamenta di ogni futuro;
- controlla l’accesso a risorse vitali come l’acqua e l’energia, usandole come strumenti di dominio;
- mobilita università, aziende tecnologiche, piattaforme turistiche e fondi d’investimento per sostenere l’occupazione, la segregazione e la sorveglianza permanente.
Questa economia non è un incidente della storia. È la conseguenza di un modello che mette il potere e il profitto al di sopra della dignità umana, che considera alcune vite sacrificabili, che alimenta le disuguaglianze anziché sanarle. Come giovani economisti, imprenditori, ricercatori, attivisti e persone di fede, riuniti sotto il segno della fraternità, diciamo basta.
Chiediamo:
- lo stop immediato al massacro del popolo palestinese e un cessate il fuoco permanente;
- la fine della complicità economica e politica che rende possibile e redditizia la violenza;
- la sospensione degli accordi commerciali, tecnologici e militari con chi alimenta l’oppressione;
- la piena trasparenza e l’impegno concreto delle nostre istituzioni, università e imprese a non sostenere direttamente o indirettamente un sistema di apartheid, colonizzazione e distruzione.
Siamo dalla parte della giustizia, della libertà e della dignità. Siamo con il popolo palestinese, e con tutte le vittime dell’ingiustizia e della violenza, compresi gli ostaggi, i civili israeliani e le vittime di ogni forma di terrorismo, anche quello economico.
Perché ogni vita conta.
Perché la pace è giustizia.
Perché la fraternità è l’unica economia possibile.
STEPS FOR PEACE
Passi di Pace
I giovani di Economy of Francesco hanno risposto all’invito di Papa Francesco a compiere gesti concreti di pace con un pellegrinaggio simbolico da Gerusalemme ad Assisi, pari a 8 milioni di passi. Attraverso una staffetta globale e un’app contapassi, in tanti hanno partecipato donando i propri passi.
Scopri il progetto

MONEY FOR PEACE
La campagna Money for Peace, promossa dalla comunità EoF, intende sensibilizzare sul ruolo degli investimenti finanziari nei conflitti armati e promuovere scelte etiche e responsabili da parte di consumatori e istituzioni.















